Ambiti d'intervento

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Bassa autostima

L'autostima è il processo soggettivo e duraturo che porta il soggetto a valutare e apprezzare sé stesso tramite l'autoapprovazione del proprio valore personale fondato su autopercezioni.

Nei vari anni in campo psicologico sono stati portati avanti numerosi studi sull'autostima, un esempio tra questi è la ricerca di William James (1842/1910) il quale definisce l'autostima come rapporto tra sé percepito e sé ideale.
La parola stimare significa “dare valore a qualcosa o a qualcuno”.

Quali sono gli errori che più comunemente mettiamo in atto e che portano ad un abbassamento della nostra autostima?

  1. EVITAMENTI
  2. RICHIESTA D'AIUTO
  3. INSISTERE
  4. RINUNCIARE
  5. LAMENTARSI
  6. ASSECONDARE GLI ALTRI
  7. TRASCURARSI
  8. RIMANDARE.

L'AUTOSTIMA NON SI EREDITA, MA SI COSTRUISCE.” Giorgio Nardone

Attacchi di panico

L'attacco di panico è un periodo di paura o disagio intensi in assenza di vero pericolo.

In questa tipologia di disturbo fobico si rileva un primo episodio, reale o immaginario, di forte somatizzazione ansiosa (crisi tachicardica, svenimento, blocco respiratorio, etc…) o di forte paura di sentirsi male.

L'attacco di panico ha un inizio improvviso, raggiunge rapidamente l'apice (di solito entro 10 minuti o meno) e dura circa 20 minuti (ma a volte molto meno o di più).

Le tentate soluzioni, che alimentano la paura, sono:

  • evitamento, che fa sentire meno capaci di fronteggiare le diverse situazioni
  • richiesta d'aiuto, che lì per lì fa sentire salvi, ma poi, se anche riusciamo, sarà solo un tampone che avrà effetto fino alla prossima volta
  • il tentativo fallimentare di tenere sotto controllo le proprie reazioni fisiologiche, che fa paradossalmente perdere il controllo, per cui ci si agita ancora di più.

Fobie specifiche

Il termine fobia (dal greco φόβος, phóbos, "panico, paura") indica un'irrazionale e persistente paura e repulsione di certe situazioni, oggetti, attività, animali o persone, che può, nei casi più gravi limitare l'autonomia del soggetto.

Sono esempi comuni di fobie semplici:

  • fobie animali, come cani, ragni, serpenti o roditori;
  • fobie ambientali, come altezze, acque profonde e germi;
  • fobie situazionali, come andare dal dentista o volare;
  • fobie corporee, come sangue, vomito o iniezioni;
  • fobie sessuali, come ansia da prestazione o paura di contrarre un'infezione sessualmente trasmissibile.

Disturbo ossessivo-compulsivo

Tra le più gravi ed invalidanti forme di psicopatologia possiamo sicuramente riscontrare il disturbo ossessivo compulsivo (DOC).

Presentare un disturbo ossessivo compulsivo significa esibire rituali comportamentali e/o di pensiero che costituiscono una trappola psicologica dalla quale è difficile liberarsi.

La persona che sviluppa un DOC generalmente ed inizialmente utilizza il rituale per far fronte ad una situazione fobica dalla quale si vuole proteggere. Il rituale, creato attraverso un controllo di ciò che si teme, crea l'autoinganno nel paziente di essere tutelato. La ripetizione di tali azioni nel tempo consoliderà così il disturbo, divenuto perciò una trappola che imprigionerà la persona.

Una persona che presenta un DOC esibisce tre usuali tentate soluzioni che, pensando siano risolutive per il problema, in realtà lo alimentano e lo mantengono.

Queste tentate soluzioni sono:

  • strategia di evitamento di ciò che spaventa
  • richiesta di rassicurazione e aiuto
  • esecuzione di rituali preventivi, propiziatori e riparatori.

Disturbi alimentari

I disturbi del comportamento alimentare sono descritti come patologie caratterizzate da alterazioni delle abitudini alimentari e da un'eccessiva preoccupazione riguardo la propria immagine, in particolare al peso e alle forme del corpo.

La bulimia è caratterizzata da un'irrefrenabile compulsione a mangiare, dovuta non tanto alla fame quanto al desiderio di ingerire cibo.

L'anoressia invece è caratterizzata da un graduale processo di astinenza dal cibo, fino ad arrivare ad un vero e proprio rifiuto, accompagnato da una significativa perdita di peso.

Il vomiting o sindrome da vomito autoindotto nella letteratura specialistica è contemplata come una variante dell'anoressia o della bulimia. Le ricerche effettuate su innumerevoli casi hanno permesso la definizione di questa nuova forma di disturbo alimentare che si distingue dagli altri per le sue specifiche caratteristiche di compulsione rituale basate sulla ricerca di piacere.

Il binge-eating è invece un disturbo dell'alimentazione caratterizzato da lunghi periodi di digiuno alternati a corpose abbuffate.

La Terapia Breve Strategica utilizza stratagemmi capaci di trasformare il circolo vizioso in circolo virtuoso, interrompendo quella spirale patogena che fino a quel momento ha condotto al fallimento costante di tutte le diete.

“Se te lo concedi puoi rinunciarvi, se non te lo concedi diventa irrinunciabile.” O. Wilde

Psicologia dello sport

È chiaro che qualsiasi performance sportiva, oltre che da una buona condizione e preparazione fisica, non può prescindere anche da una serie di fattori mentali; così come è necessario allenare il fisico è necessario allenare la mente.

Lo psicologo sportivo è colui che si occupa di allenare e potenziare le abilità mentali degli atleti e degli sportivi in generale.

Ansia generalizzata

Criteri diagnostici:

  • Ansia e preoccupazioni eccessive, che si manifestano per la maggior parte dei giorni per almeno 6 mesi, relative a una quantità di eventi o di attività (come prestazioni lavorative o scolastiche).
  • L'individuo ha difficoltà nel controllare la preoccupazione.
  • L'ansia e la preoccupazione sono associate a tre (o più) dei sei seguenti sintomi (con almeno alcuni sintomi presenti per la maggior parte dei giorni negli ultimi 6 mesi).
  • L'ansia, la preoccupazione o i sintomi fisici causano disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti.

Le tipiche tentate soluzioni disfunzionali di chi soffre di questo disturbo sono:

  • Distrarsi
  • Evitamento
  • Rassicurazioni
  • Controllare i propri pensieri e le proprie reazioni.

Tutte queste tentate soluzioni riportano sempre più in fondo al circolo vizioso dell'ansia, che offusca la mente e ci imprigiona.

Ipocondria

La caratteristica essenziale della ipocondria è la preoccupazione legata alla paura di avere, oppure alla convinzione di avere, una grave malattia. Questa è solitamente basata sulla errata interpretazione di uno o più segni o sintomi fisici.

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